SAVEASOLO

Quello che non c’è più

Le immagini che propongo ritraggono quello che non c’è più, ovvero
l’abbandono seriale di spazi e funzioni sia pubbliche che private del
centro storico di Asolo, l’oblio, l’assenza in alcuni casi, la
riconversione dissacrante in altri. Esse si propongono come
un’occasione riflessiva per gli occhi di un estraneo e come una
provocazione reattiva per gli occhi di chi ad Asolo ci vive ancora.
Credo che dietro a quello che non c’è più vi sia la possibilità di
quello che potrà essere.

Affacciata alla finestra della cucina, affettando verdura per cena:
“Se va lì, più avanti, aprendo il cancelletto ed entrando sul terrazzo
potrà fotografare una vista bellissima”. “Grazie signora, lei è di
qui?” “Sì, ci sono nata. E’ bella Asolo, anche se ultimamente non c’è
più niente. Ma vada, fotografi! La vista lo merita”.

Nostalgia? Camminando per le vie di Asolo noto che hanno chiuso
diversi negozi. Alcune boutiques ancora resistono. Via Canova è semi
deserta. Ci si specchia su vetrine vuote. Villa Freya Stark è una
splendida dimora da poco restaurata, dicono che sia quasi sempre
chiusa. Forse è in vendita. La caserma dei “pompieri” è uno stabile
abbandonato, ha lasciato spazio al parcheggio di un hotel. Poco
distante c’è quella dei Carabinieri anch’essa dismessa. Dalla
macelleria alla scuola elementare, tutto è scivolato a valle, nella
nuova Asolo che va crescendo in ragione di una maggiore efficienza e
di altro ancora.

Come può la fotografia salvare un borgo antico, tra i più belli
d’Italia si legge in un’insegna. Guardandolo e guardandoci attraverso,
oltre l’immagine trasformata con cui oggi si mostra. E’ evidente che
il progressivo decentramento dei servizi pubblici e delle attività
utili ai residenti svuota di significato il paese, inteso come luogo
di vita, costringendolo a diventare uno spazio di appropriazione
temporanea per turisti, agenzie matrimoniali, visitatori della
domenica affascinati dal ricordo impolverato e statico di ciò che è
stato. Uno spazio in cui un’identità viva cede rapidamente il
testimone ad una bellezza mummificata, di borgo simulato come ormai
tanti in Italia.